Alessio

Il mio nome è Alessio, ho venti anni e da due lotto contro un osteosarcoma con metastasi polmonari e cerebrali. Perché vi dico ciò? Perché voglio raccontare la mia storia e cercherò di fare del mio meglio ma non preoccupatevi, non ho intenzione di scrivere un “pippone” sulla mia vita e le mie esperienze, mi piacerebbe andare oltre e analizzare la situazione in cui io e molti altri ragazzi in Italia (ma anche in Europa e nel mondo) ci ritroviamo a dover vivere.  Sarò breve. Partiamo dall’inizio: nell’agosto del 2012 mi diagnosticarono un osteosarcoma al femore sinistro, per me, che non avevo mai avuto nessun problema di salute e non avevo mai messo piede in un ospedale, fu un fulmine a ciel sereno e da un giorno all’altro mi trovai catapultato in un mondo completamente nuovo, così presi il coraggio a due mani, mi caricai il borsone in spalla e cominciai questo lungo cammino.

I primi tre mesi li passai a fare solo chemio, fu dura, ci volle molta pazienza, ma passò; seguì l’intervento di resezione femorale e d’impianto della protesi e poi via con altri tre mesi di chemio. Vissi nove mesi del 2013 con la convinzione di essere guarito, di aver sconfitto il tanto temuto male, e invece eccole apparire, dapprima come puntini nell’oceano e poi via via sempre più grandi, le temute metastasi polmonari. Dopo tanto tribolare i primi mesi del 2014 iniziai le nuove chemio così mi caricai nuovamente il borsone in spalla, intraprendendo questo nuovo viaggio. Passarono i mesi e il viaggio diventò scalata: le metastasi arrivavano all’encefalo, nonostante le percentuali che accada una cosa simile siano molto scarse. Immaginate cosa devo aver pensato in quei momenti, dovevo essere il ragazzo più sfigato della Terra. Poi pensai: “Vogliono che io scali? Bene. Scalerò”.

E oggi eccomi qui, in una calda giornata di luglio, a scalare cercando di superare questo ennesimo ostacolo che la vita o il destino (o forse tutti e due) ha deciso di pormi davanti.  Questo è a grandi linee (ma proprio grandi) il percorso che ho affrontato in due anni di viaggio. Tuttavia, se dovessi dire che questo viaggio ha portato solo fattori negativi ed è totalmente inutile mentirei. È vero, probabilmente sarebbe stato molto meglio non affrontarlo, almeno non a quest’età direbbero i più cinici, però che è un viaggio inutile non è assolutamente vero… e sto parlando tanto del mio percorso quanto di quelli degli altri, sia chiaro.

È innegabile che affrontare un viaggio del genere sia molto duro, ma è anche vero che questo viaggio ti cambia e molto anche; scopri cose di te di cui non avevi la più pallida idea e ritengo che il nostro io venga davvero fuori in queste situazioni. Qui si parrà la vostra nobilitate!

Sono solito dire che se anche solo due mesi prima di diagnosticarmi l’osteosarcoma mi avessero detto che avrei patito tutte queste sofferenze probabilmente avrei risposto che mi sarei suicidato pur di non vivere una vita simile ma quello che parlava non era il mio vero io, era una persona piena di preconcetti che la sofferenza e il dolore non sapeva neanche cosa fossero, tanto che neanche ora forse lo sa con precisione. Tuttavia quando davvero ci si ritrova in determinate situazioni tutto cambia, quello che si pensava prima diventa ininfluente e la persona che siamo davvero esce allo scoperto.
E ora mi rivolgo a tutti i ragazzi che, come me, si sono trovati dall’oggi al domani in una situazione completamente nuova per loro.

NON-ARRENDETEVI-MAI.

Ricordatevi che, siate voi partiti da poco o dei veterani, in questo viaggio, è vero, ci saranno attimi di buio, di tentennamento perché potreste temporaneamente perdere la retta via. Anche (anzi, soprattutto) io ho avuto numerosi periodi bui, in cui non sapevo cosa fare e come andare avanti, ma sappiate che è normalissimo, siamo tutti esseri umani e questi momenti fanno parte del viaggio ma in quei momenti ricordatevi DAVVERO chi siete e cosa volete, domandatevi per cosa avete lottato fino a quel momento e traetene le conclusioni. La via riapparirà magicamente davanti a voi.
Perché ricordate: i più forti siete VOI, andate oltre le apparenze, non badate al vostro aspetto o a cosa vi mostra il riflesso di uno specchio, andate oltre e vedrete la vostra vera forza.

E sapete chi ve lo sta dicendo? Ve lo sta dicendo un ragazzo che in questo momento è seduto su una sedia, tremolante, con più di 38° di febbre e che ancheuna mosca potrebbe mettere KO.

Questo è quel che fino ad ora ho imparato nel mio viaggio e sarebbe bello poter sentire anche ciò che altri ragazzi (italiani e non) hanno imparato o vorrebbero imparare nei loro viaggi, come tanti esploratori che, seduti di sera attorno a un fuoco, si scambiano pareri, idee ed esperienze.

In gamba ragazzi!

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