Davide

Era un giorno come tanti altri, era passato un poco tempo dal ricovero per una polmonite. Ma continuavo a stare male, sempre più stanco. Dopo una serie infinita di esami e visite, un dottore ha finalmente voluto approfondire. Una TAC, l’esito il giorno seguente e il ricovero d’urgenza in ospedale. La città della speranza, Padova, un posto magico con persone speciali che hanno fatto qualsiasi cosa per me. Arrivò la visita oncologica, e poco dopo la diagnosi: linfoma di Hodgkin, stadio IV. In quel momento il mondo mi crollò addosso, la paura di morire, la paura di non poter vivere i migliori anni della mia vita, perché a 17 anni un ragazzo dovrebbe pensare ad altro anziché questo. Iniziarono così le terapie, che se da un lato ti salvano la vita, dall’altro te la distruggono. Ho conosciuto ed oltrepassato la soglia massima del dolore, che non bisogna sprecare nemmeno un minuto della nostra vita perchè oggi ci siamo, domani non si sa cosa ci può succedere. Un’esperienza che mi ha segnato a vita e che mi ha cambiato per sempre. Oggi ho 26 anni, sono un architetto con un lavoro che mi piace. Devo dire grazie perché sebbene tutto mi ha permesso di esser la persona che sono oggi. Ringrazio mia mamma che quel giorno ha voluto vedere oltre, non ha voluto fermarsi a quella semplice diagnosi di polmonite.davide

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